Sportello psico-socio-oncologico

Chi si prende cura di chi? Dal curante al curato

Sportello di ascolto e supporto di psicoterapia oncologica e arte terapia per i pazienti oncologici, le loro famiglie, il personale curante e i volontari.

L’obiettivo principale del progetto di psiconcologia è la presa in carico del paziente più che della malattia, è la premessa per una modalità che integri l’aspetto emozionale con gli aspetti biometrici e sociali della cura. Prendere in considerazione la sofferenza della persona malata nella sua globalità.

L’intervento psico-sociale si propone di aiutare il paziente e la sua famiglia a gestire lo stress che necessariamente è associato ai vari momenti dell’iter terapeutico, di mantenere o ristabilire la qualità della vita antecedente alla diagnosi, di attenuare l’ansia e la depressione, aiutando il paziente ad attivare le risorse psichiche per far fronte alla malattia ed ai trattamenti e trovare un senso a ciò che sta vivendo.

Una particolare attenzione sarà rivolta ai minori anche attraverso l’attivazione dei laboratori creativi soprattutto per coloro che appartengono a contesti socio-culturali disagiati, al fine di favorire l’elaborazione del trauma legato alla malattia del genitore attraverso l’utilizzo di immagini, quale strumento strettamente correlato al mondo emotivo con l’obiettivo di intervenire sulla prevenzione psichica.

Incontri di intervisione ed esperienziali per gli operatori sanitari ed i volontari, al fine di prevenire la sindrome da burn-out.

Questo progetto, gratuito per gli utenti, è stato realizzato grazie al finanziamento del Fondo Otto per MIlle della Chiesa Valdese.

Sono partner nella divulgazione del progetto la ASL ROMA 6, il Comune di Albano Laziale, il Comune di Ariccia, il Comune di Marino, il Comune di Lanuvio, il Liceo Classico Statale “Ugo Foscolo” di Albano Laziale, l’Istituto Comprensivo “A. Gramsci” di Pavona.

L’intervento psico-sociale si propone di aiutare il paziente e la sua famiglia a gestire lo stress che necessariamente è associato ai vari momenti dell’iter terapeutico, di mantenere o ristabilire la qualità della vita antecedente alla diagnosi, di attenuare l’ansia e la depressione, aiutando il paziente ad attivare le risorse psichiche per far fronte alla malattia ed ai trattamenti e trovare un senso a ciò che sta vivendo.

Una particolare attenzione sarà rivolta ai minori attraverso l’attivazione dei laboratori creativi soprattutto per coloro che appartengono a contesti socio-culturali disagiati, al fine di favorire l’elaborazione del trauma legato allamalattia del genitoreattravrso l’utilizzo di immagini, quale srumento srettamente correlato al mondo emotivo con l’obiettivo di intervenire sulla prevenzione psichica.

Incontri di intervisione ed esperienziali per gli operatori sanitari ed i volontari, al fine di prevenire la sindrome da burn-out.

Questo progetto, è stato realizzato grazie al finanziamento della Chiesa Valdese con i fondi dell’otto per mille



https://youtu.be/xZiAkogN-Kc